martedì 3 marzo 2015

Brigata Barletta



Prima di inoltrarsi nel merito degli avvenimenti bellici che videro protagonista la Brigata Barletta, è doveroso inserire alcune premesse:
Il 24 maggio 1915 l'Italia dichiarava guerra all'Impero Austro-Ungarico per completare la propria unità entro i suoi naturali confini..
La grande prova richiese la mobilitazione di 27 classi, dalle generazioni mature ai giovanissimi del 1899 e del 1900, che furono inviati a combattere a soli 18 anni di età. Fu schierato in campo un esercito di 5 milioni e mezzo di combattenti, dei quali 689.000 caddero sul campo ed oltre 1 milione e mezzo tornarono alle loro case mutilati o feriti.
La guerra durò 41 lunghissimi mesi, ma si concluse con una sfolgorante vittoria che rappresentò la felice conclusione delle speranze e dei sacrifici della lunga epopea risorgimentale.
BARLETTA IN GUERRA
Con lo scoppio della Prima guerra mondiale, Barletta fu la prima città italiana ad essere attaccata: all'alba dello stesso giorno della dichiarazione di guerra dell'Italia all'Impero Austro-Ungarico ( 24 maggio 1915 ) , una nave da guerra austriaca, l'Hergoland bombardò la città colpendo due importanti punti strategici: la stazione marittima ferroviaria ed il castello, sede di un importantissimo presidio militare; inoltre furono anche colpite alcune abitazioni civili prospicienti il mare.

Brigata Barletta


Brigata Barletta


Brigata Barletta



La “Prima Guerra Mondiale” è anche ricordata come “Quarta Guerra d’Indipendenza”, ultimo atto del Risorgimento Italiano. Per questo motivo il ricordo di Enzo Oriani è tramandato ai posteri dal “Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano”, presso il Vittoriano di Roma, da cui ho attinto gli eroici atti.
Durante le fasi dell'occupazione di Castagnevizza del il 23 e 24 maggio 1917 il solo 138° Reggimento Fanteria “Barletta” rimpiange 117 morti, 769 feriti e 658 dispersi. Per questo combattimento la bandiera del Reggimento guadagna la Medaglia d'Argento al Valor Militare con la seguente motivazione:
“Con impeto travolgente e generoso tributo di sangue, espugnò fortissime linee e capisaldi avversari e, sebbene quasi isolato, vi si mantenne, sotto la furia di bombardamenti micidiali, animosamente rigettando gli ostinati ritorni offensivi dell'avversario (Castagnevizza, 1-2 novembre 1916). Le sue mirabili virtù militari confermava nei successivi combattimenti del 23-24 maggio 1917."
Per tali episodi la Festa del 138° Reggimento resta per sempre fissata al 23 maggio di ogni anno a perenne ricordo di quella dolorosa ma gloriosa giornata del lontano 1917 che vide il sacrificio del puteolano Enzo Oriani.

BRIGATA BARLETTA



       "STORIA E GLORIA DELLA BRIGATA BARLETTA 1915 -1920"

Era uso a quell'epoca formare le Brigate mischiando, e non in modo casuale, persone provenienti da varie zone della penisola, e fu così anche nella formazione della "Barletta" dove alla stragrande maggioranza del personale proveniente dalla provincia pugliese venne frammischiato molto personale proveniente d altre regioni italiane, questa doveva servire ad integrare la popolazione nel nuovo Stato Unitario. Dal 15 giugno 1915 la Brigata venne inserita nella 31°Divisione appartenente al XIII° Corpo d'Armata, questa grande unità era alle dipendenze della 3°Armata.
Dopo la vittoriosa conquista del Carso Goriziano e la conseguente presa di Gorizia (agosto 1916) da parte delle truppe italiane, il nostro Comando Supremo decise proseguire all'avanzata verso il Carso di Comeno.
Purtroppo per noi italiani il Carso di Comeno doveva rivelarsi un ostacolo insuperabile, poichè  l'esercito Austro-Ungarico a fronte dell'evolversi delle conquiste italiane, decise un ripiegamento strategico, andandosi a trincerare su una nuova linea difensiva che si poteva individuare tra i paesi di Pecinca, Castagnevizia, Nova Vas, praticamente con questa mossa gli austriaci chiudevano definitivamente la porta per Trieste.

BRIGATA BARLETTA



La storia della "Brigata Barletta" è simile a quella di altre decine di brigate nate nei convulsi giorni dell'entrata in guerra del 1915, in essa non avendo militato personaggi celebri nè di aver compiuto azioni eclatanti, tali da finire nella memorialistica, la sua è una storia incredibilmente normale.Però noi la vogliamo ricordare, perchè rappresenta sempre un pezzo di storia della nostra città, Barletta, la città della Disfida.
All'entrata in guerra il 24 maggio 1915 l'Italia contava in linea 73 Brigate, durante il conflitto ne vennero costituite altre 43, per un totale di 116 Brigate e di 237 Reggimenti, mentre nel febbraio 1918 venne ricostituita la Brigata Treviso sciolta dopo Caporetto.
La Brigata Barletta è stata una delle prime ad essere costituita a guerra appena iniziata, esattamente nell'inverno 1914-1915 ed era composta da due reggimenti il 137° e 138°, il colore delle mostrine era metà bianco e metà verde nel senso longitudinale. La Brigata venne inquadrata nella Terza Armata comandata da S.A.R. Emanuele Filiberto di Savoia, duca D'Aosta,cugino in primo grado del Re, il settore in cui operava l'Armata andava dal Vilpacco ( Farra d'Isonzo) al mare, la Barletta venne inserita nella 4 Divisione comandata dal Generale Angelotti ed inquadrata nel VII° Corpo d'Armata del Generale Segato che doveva tenere l'ala sinistra del fronte dal Vilpacco a Castagnevizza, l'attuale Kostanjevica in Slovenia, tutte queste località sorgono in quello che noi italiani chiamiamo il Carso di Comeno.

Il partigiano in volo contro il nazismo


L'aviatore barlettano Francesco Rizzitelli e lo "Stormo Caccia Terrestre"



3 Marzo 2015
Francesco Rizzitelli nasce a Barletta il 15 marzo 1918. Nel 1940, dopo il diploma in ragioneria conseguito a Taranto, si arruola nell'Aeronautica come allievo ufficiale pilota, avviato alla scuola di piloti di Grottaglie e Pescara. Nell'aprile del 1941, Francesco è nominato pilota di aeroplano e ad ottobre dello stesso anno ottiene il brevetto di pilota militare con la promozione a sottotenente. Assegnato al 53° "Stormo Caccia terrestre" sul fronte greco, dove era in atto una disastrosa guerra di conquista, ideata da Mussolini e dai gerarchi fascisti, per motivi "propagandistici". Nell'aprile 1943, al rientro dal fronte greco, Francesco Rizzitelli è promosso tenente e decorato con la Medaglia d'Argento al Valore Militare.

L'8 settembre del 1943, arriva l'armistizio e le truppe tedesche presenti in Italia divengono avversari. la Regia Aeronautica si riorganizza nel Regno del Sud (territorio del sud Italia liberato dagli alleati, dove si era rifugiato il re Vittorio Emanuele III) con equipaggi italiani e mezzi di provenienza alleata e nazionale. Il tenente Rizzitelli, sceglie di passare dalla parte della resistenza contro i nazisti, entrando a far parte della 91ª squadriglia del "4° Stormo caccia terrestre" che, dall'aeroporto di Lecce, conduce azioni sui Balcani contro le forze tedesche.

Il 6 ottobre 1943, nel corso di un attacco a volo radente contro postazioni tedesche, il caccia del tenente Rizzitelli è colpito da una raffica di contraerea, che lo ferisce gravemente e danneggia il suo aereo. Ferito e con il velivolo danneggiato, Francesco porta a termine la missione che gli era stata affidata, fino a quando viene colpito nuovamente, precipitando col suo caccia. Il tenente Francesco Rizzitelli aveva 25 anni e fu decorato con la Medaglia d'Oro al Valore Militare. La città di Barletta gli ha dedicato l'omonima via.
Si ringrazia per la collaborazione Ruggiero Graziano, presidente dell'ANMIG (Associazione Nazionale Mutilati Invalidi di Guerra) - sezione Barletta (via Capua, 28). La redazione di BarlettaViva invita i discendenti di Francesco Rizzitelli, a contattare la redazione per approfondire la conoscenza del loro illustre parente, inviando una mail al nostro indirizzo di riferimento, oppure al numero 320 4160422.