sabato 30 maggio 2015

Barletta commemora la Grande Guerra, ospite il ministro della Difesa Pinotti

Oggi omaggio al caduti al rivellino del Castello




"Il tempo trascorso ci consente una visione finalmente matura di quel passaggio drammatico della nostra vita nazionale". Il percorso avviato domenica a Monte San Michele, in provincia di Gorizia, per "ricordare chi siamo, su quale spirito di sacrificio, sofferenza e forza d'animo si fonda la nostra indipendenza e la nostra libertà", porterà oggi, martedì 26 maggio, il Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, a Barletta nel Castello che porta ancora i segni del bombardamento subìto cento anni fa dalla corazzata austriaca Helgoland costretta dal cacciatorpediniere Turbine a un combattimento che si spinse fin nelle acque prospicienti il Gargano.

Il ministro, insieme al Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, Generale Danilo Errico, renderà omaggio ai caduti con la disposizione di una corona davanti alla lapide del Rivellino del Castello. Seguiranno i saluti istituzionali, dal sindaco Pasquale Cascella al Presidente della Commissione Difesa del Senato, Nicola Latorre. Al prof. Mario Spagnoletti toccherà rievocare quelle drammatiche pagine di storia della partecipazione della popolazione meridionale.

La cerimonia proseguirà con il ricordo del Generale Gaetano Carli, pronipote del Sergente Giuseppe Carli, prima medaglia d'oro al valor militare di quel conflitto, e la lettura della sua ultima lettera alla famiglia, a cura dell'attore Ermanno Rizzi. Quindi, l'intervento del ministro. La giornata dedicata alla memoria si concluderà con l'inaugurazione della mostra "L'Italia chiamò. Barletta e la Grande Guerra", allestita nella casamatta Santa Maria e con lo scoprimento di una targa commemorativa sugli spalti del Castello.

"L’Italia chiamò. Barletta e la Grande Guerra"

Documenti inediti e reperti storici testimonieranno il contributo della città di Barletta alla prima guerra mondiale




Documenti inediti e reperti storici testimonieranno il contributo della città di Barletta alla prima guerra mondiale. In occasione della commemorazione del centenario in programma alle ore 11 di martedì 26 maggio, il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, inaugurerà nella casamatta Santa Maria del Castello la mostra "L'Italia chiamò. Barletta e la Grande Guerra".

Organizzata dal Comune di Barletta - Assessorato alle Politiche dell'identità Culturale in collaborazione con la sezione locale dell'Archivio di Stato e con il patrocinio del Ministero della Difesa e il Museo storico dei Bersaglieri di Roma - l'esposizione, che resterà aperta fino al 28 giugno, assume la chiosa dell'inno nazionale - "L'Italia chiamò" - per richiamare lo spirito patriottico che animò la partecipazione di tanti concittadini e giovani meridionali ai tragici eventi bellici che si consumarono tra il 1915 e il 1918 in terre lontane. Elemento centrale e distintivo dell'esposizione sarà la storica bandiera - recentemente restaura - del "9° Reggimento Volontari" che partì da Barletta, con il Patriota Raffaele Lacerenza, per unirsi aGaribaldi sbarcato in Sicilia e risalire l'Italia meridionale nella divisione comandata da Nino Bixio. Al compimento dell'unità nazionale, il vessillo risorgimentale fu affidato alla nostra città dal colonnello Menotti Garibaldi, Colonnello del Corpo Volontari Italiani, che giunse alla stazione ferroviaria il 29 ottobre 1866 accolto da una folla festante e dagli stessi garibaldini.

Seguendo un immaginario filo conduttore, è possibile ritrovare il tricolore sui torrioni del Castello di Barletta allo scoccare della fatidica data del 24 maggio 1915, primo giorno dell'entrata dell'Italia in una guerra che diventava mondiale, quando il maniero che ospitava una guarnigione militare fu bersaglio del bombardamento dall'esploratore asburgico Helgoland dall'imboccatura del porto, fermato solo dall'intervento del cacciatorpediniere Turbine che costrinse la nave austriaca al combattimento nelle acque prospicienti il Gargano dove, trivellata di colpi, dovette essere autoaffondata. La mostra rende omaggio sempre all'ispirazione patriottica del sergente dei bersaglieri Giuseppe Carli, che nel 1914 interrompe gli studi per arruolarsi nell' 11° Reggimento: dopo appena una settimana dall'entrata in guerra dell'Italia, l'1 giugno del 1915, perse la vita incitando i suoi ad avanzare sul Monte Mrzli, primo sodato italiano a meritare la Medaglia d'Oro al valor Militare in quel conflitto. Il Generale Gaetano Carli, pronipote del Sergente Giuseppe Carli, durante la commemorazione del 26 maggio, richiamerà lo spirito del sacrificio del giovane cittadino così come emerge dalla sua ultima lettera, che sarà poi declamata nel corso dell'iniziativa dall'attore Ermanno Rizzi, ma che allora i famigliari non poterono leggere.

L'eccezionale documento, che sarà anch'esso al centro dell'esposizione nella casa matta Santa Maria insieme al foglio matricolare del giovane sorgente caduto sul Carso, è stato ritrovato qualche anno addietro - come ha raccontato il giornalista Marco Brando - da un medico dentista originario di Bari ma residente a Milano, Pasquale Conte, mentre stava sfogliando una Bibbia ottocentesca ereditata dal nonno materno, Michele De Pascale, medico pure lui, scomparso nel 1936 a tarda età dopo una vita dedicata alla professione e alla cultura proprio a Barletta. I contenuti della lettera firmata dal bersagliere Giuseppe Carli 15 giorni prima di morire, con calligrafia curata e linguaggio corretto e scorrevole, rendono "attuale e viva - ha scritto Brando - una storia consumatasi durante le prime battaglie che le truppe italiane ingaggiarono con l'esercito austroungarico": Carli "appare più maturo di quello che ci si aspetterebbe da una ragazzo di diciannove anni. C'è la nostalgia, il dolore, il legame con la terra, la consapevolezza di quello che sta succedendo, la rabbia per la vita grama dei genitori, che vivono nella campagna di Barletta. E si respira il clima della vigilia del massacro che si consumò nel corso della Grande Guerra".

Impressionano nella lettera anche i riferimenti agli avvenimenti politici di quel periodo. "Ci ha lasciato un'antica testimonianza - conferma Brando - antica ma attuale: sembra rappresentare tutti i giovani soldati del mondo, anche quelli dei nostri non facili giorni". Le storie di tanti altri figli di Barletta che versarono il loro sangue, meritandosi di essere ricordati e scritti a lettere d'oro nell'albo dei patrioti, sono narrate nella sezione della mostra dedicata ai documenti archivistici sulle iniziative di memoria e di onori ai caduti con la costituzione del Comitato promotore. Secondo la ricostruzione dei fatti a cura di Michele Grimaldi, il 29 giugno 1920 il Regio Commissario Prefettizio di Barletta, Cav. Alfredo Mandarini, inviò una lettera circolare ai rappresentanti delle associazioni e ai cittadini: "…E' mio intendimento costituire un Comitato per la raccolta delle offerte necessarie per erigere qui un degno monumento che ricordi ai posteri il nobile sacrificio di tanti prodi che immolarono la loro vita per la Gloria e la Grandezza della Patria. La S.V. Ill.ma voglia compiacersi intervenire all'adunanza da me indetta per l'oggetto che avrà luogo su questo Palazzo di Città la sera di venerdì 2 luglio prossimo alle ore 19. Questa nobile e patriottica Città non deve essere seconda alle altre sorelle d'Italia e perciò sono certo che tutte le classi cittadine daranno, ben volentieri, il maggior contributo". Un invito più esplicito di così non poteva esserci!

In quella data si istituì il "Comitato per il monumento ai figli di Barletta Caduti in Guerra" con Presidente il Comm. Francesco Torre Brigadiere Generale in pensione; tra i componenti, il dott. Alfredo Reichlin, il Grand'Ufficiale Arcangelo Cafiero, il notaio Tommaso Severini, l'Ing. Arturo Boccassini e il Dott. Michele De Pascale. Il Comitato, appena eletto, non perse tempo e programmò iniziative per la raccolta di fondi, come una pesca di beneficenza fissata per le feste natalizie del 1920. Tra coloro che aderirono all'iniziativa, naturalmente, vi fu il Comune che, per tramite del Regio Commissario Prefettizio, inviò "…per la pesca di beneficenza un servizio in argentone per gelati e per dodici" battuto per la cifra di lire 367,95.

Le iniziative continuarono negli anni e tantissimi, da ogni parte del mondo, inviarono somme e prodotti per la realizzazione del monumento ai caduti. Fra le tante, la somma di £.20 offerte dalla Società Anonima Fratelli Branca "…nell'impossibilità per il momento di inviare oggetti della nostra Ditta il famoso amaro" e £.6.180 (dollari 225,50) inviati dalla Società "Mutuo Soccorso Barletta" di New York il 9 luglio 1926. Quando fu raccolta la somma necessaria per la realizzazione del progetto, il presidente del Comitato Torre inviò alla redazione del Bollettino del Sindacato Fascista degli Ingegneri di terra di Bari il bando di concorso per un "Monumento ai Figli di Barletta Caduti in Guerra" che recitava così " E' bandito un concorso fra gli artisti italiani per la erezione nella Città di Barletta di un monumento dedicato alla glorificazione dei barlettani caduti nell'ultima Guerra 1915-18. La somma posta a disposizione del vincitore per la esecuzione di detto monumento è di £.150.000. Il concorso è aperto fino al 30 novembre 1926 ". Il concorso fu vinto dallo scultore napoletano Raffaele Ferrara il quale fu incaricato della realizzazione del Monumento, mentre i lavori per la costruzione delle fondamenta, per un importo di £.21.269,27, furono eseguiti dalla Cooperativa "Produzione e Lavoro" presidente Michele Prascina e composta da ex combattenti.

L'attesa inaugurazione avvenne il 18 marzo del 1929 alla presenza di autorità civili, religiose, militari e del Regio Commissario Prefettizio Vito Lattanzio il quale nel suo discorso volle porre l'accento sul particolare che quel monumento rappresentava "uomini con ideali diversi, con storie diverse, con motivazioni diverse ma con in comune un destino tragico e glorioso: la loro morte in guerra per preservare la propria Patria. I Barlettani di tutto il mondo hanno prodotto uno sforzo comune per ricordare i tanti fratelli morti chissà come e in quale posto sconosciuto. La nostra comunità cittadina non ha voluto perdere il ricordo di un ramo reciso della sua famiglia anzi, ha voluto serbare il diritto e la dignità di commuoversi ricordando i il nome di un familiare che ha donato la propria vita per la Patria" . Purtroppo, dopo una decina di anni quel monumento, sorto per ricordare i valorosi barlettani caduti, fu profanato privandolo delle figure di bronzo che lo componevano e la motivazione fu quella di fornire metallo alla Patria per costruire cannoni utili ad affrontare un'altra guerra che vedrà ancora vite di barlettani sacrificate per la propria terra.


Quei ragazzi di 100 anni fa

L’ ANMIG commemora la prima guerra mondiale con musica e poesia




«Di che Reggimento siete, fratelli?». Con questo verso, ha inizio "Fratelli", una poesia di Giuseppe Ungaretti, poeta e fante durante la prima guerra mondiale. La guerra del 1914 – 1918 ha rappresentato la disastrosa apertura del XX secolo, dando origine ad una cultura dell'odio e delle nevròsi distruttrici che si sono sviluppate durante tutto il '900. La prima guerra mondiale fu una guerra di uomini, che coinvolse donne e bambini. Come tutte le guerre, fu un conflitto di corpi, che costò all'Italia 600.000 morti e 100.000 invalidi.

La lirica Di Giuseppe Ungaretti, e tante altre poesie composte da poeti – soldati, sono state protagoniste della serata commemorativa organizzata dall'Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra, presso la libreria Ciàluna. Durante la serata, dal titolo: "La Grande Guerra - frammenti di memorie in prosa, musica e poesia" per la regia di Francesco Paolo Dellaquila, sono stati illustrati i principali avvenimenti accaduti sul fronte tra il 1914 e il 1918, raccontando attraverso brani di lettere, diari e memorie come i soldati italiani vissero quella drammatica esperienza. I frammenti della vita al fronte, sono stati accompagnati da foto provenienti dalla collezione di Ruggiero Graziano, Presidente della sezione barlettana dell'Anmig.

La serata, si è sviluppata sulle letture di poesie di Giuseppe Ungaretti, ha visto alternarsi i versi dei poeti - soldati come Ugo Betti, Piero Jahier, John Alexandre Mc Crae, , Andrea Ciardo, Renzo Pezzani, Wilfred Owen, Robert Skorpil, combattenti nel fango delle trincee. Letture di poesia e letture di lettere di giovani soldati dal fronte, tra cui la lettera del barlettano e medaglia d'oro Giuseppe Carli, inviata ai suoi famigliari, poco prima di essere ucciso e disperso. Al pianoforte, il maestro Antonio Luigi Musti ha scandito le letture con musica e canzoni di quel periodo, mentre Ilaria Germano, Francesco Paolo Dellaquila e Anna Maria Dellaquila, hanno interpretato i versi dei poeti dal fronte, opportunamente tradotti da Marisa Ruffo e introdotti da Tommaso Francavilla, giornalista della testata Barlettaviva.

Ospite d'onore, l'infermiera Mariagrazia Gazzillo, volontaria della Croce Rossa, che ha letto alcune lettere di soldati italiani al fronte. A fine serata, Ruggiero Graziano ha consegnato targhe commemorative a Rosemary Porcelluzzi e a Ilaria Daleno, rispettivamente pronipoti di Ruggiero Daleno (reduce della prima guerra mondiale) e Emanuele Porcelluzzi (disperso della prima guerra mondiale).

Si ringrazia il patrocinio del Comune di Barletta, l'onorevole Roberto Menia del "Comitato Tricolore Italiani Nel Mondo" e la "Associazione Nazionale Polizia Penitenziaria".

Antonio Chieffi e i giovani barlettani divorati dalla prima guerra mondiale

Barletta e il tributo di sangue pagato alla guerra




Furono 569 i cittadini barlettani caduti durante la prima guerra mondiale. Di questi, 272 caddero in battaglia, 205 morirono a causa di malattie o ferite, 92 furono i dispersi. In occasione del centenario della prima guerra mondiale, ricordiamo le vite di alcuni nostri concittadini, le cui vite sono state spezzate dalla guerra. Abbiamo già parlato di Giuseppe Carli , ricordando l'abbattimento di un aereo austriaco e ilbombardamento di Barletta , all'alba del 24 maggio 1915.

Antonio Chieffi nasce a Barletta il 20 settembre 1896. Nel 1910 si iscrive al liceo classico "A. Bonello" di Barletta. Nel 1915, dopo il diploma, allo scoppio della guerra, Antonio parte per il fronte, come sottotenente del 138° fanteria nella "Brigata Barletta", comandata dal generale Giuseppe Vaccari. Il 20 giugno 1916 viene ferito gravemente alla testa presso Sasso di Croce Scaltrini (Altopiano di Asiago), durante un assalto ad una postazione avversaria. Antonio Chieffi aveva 20 anni.



Ruggiero Lattanzio nasce a Barletta il 4 gennaio 1892. Dopo il diploma presso il liceo classico "A. Bonello" di Barletta, parte come sottotenente del 144° fanteria della "Brigata Taranto", prendendo parte a molti combattimenti. In uno di questi, resta ferito nel giugno del 1916, presso il monte Paù, estremo punto di difesa della pianura veneta. Dopo essere guarito dalle ferite, Ruggiero torna al fronte, assegnato al 145° fanteria della "Brigata Catania", come mitragliere. Per facilitare l'uso della sua mitragliatrice, Ruggiero inventa un congegno per regolare i tiri della sua mitragliatrice. L'8 giugno 1917, mentre era in ricognizione con i suoi commilitoni, Ruggiero salta in aria su una mina, sul Monte Zebio ( Altopiano di Asiago). Ruggiero Lattanzio aveva 25 anni.

Michele Lanotte nasce il 7 giugno 1895. Michele è un contadino, arruolato allo scoppio della guerra nella compagnia mitraglieri del Regio Esercito. Il 23 maggio 1917, durante la decima battaglia dell'Isonzo, presso Castegnevizza del Carso (Slovenia), in un violento combattimento e sotto un fitto bombardamento, Michele, in qualità di portaferiti, cerca di soccorrere un ufficiale colpito ed altri commilitoni, ma viene colpito da una granata. Michele Lanotte aveva 22 anni e fu decorato con la Medaglia di Bronzo al valor militare.

Nicola Lanotte nasce a Barletta il 7 novembre 1887. Nicola è un contadino, arruolato nel 1° Reggimento Bersaglieri ciclisti. Il 4 novembre 1917, presso Sequals (Pordenone), mentre faceva parte di un avamposto avanzato attaccato da forze avversarie superiori, Nicola diede coraggio ai suoi commilitoni, convincendoli ad una accanita resistenza. Nonostante la disperata resistenza, fu colpito a morte. Nicola Lanotte aveva 30 anni e fu decorato con la Medaglia d'Argento al valor militare.

Si ringrazia per la collaborazione Ruggiero Graziano, presidente dell'ANMIG (Associazione Nazionale Mutilati Invalidi di Guerra) - sezione Barletta (via Capua, 28). La redazione di BarlettaViva invita i discendenti di Chieffi, Lattanzio e Lanotte, a contattare la redazione per approfondire la conoscenza del loro illustre parente, inviando una mail al nostro indirizzo di riferimento, oppure al numero 320 4160422.

La Brigata "Barletta" raccolse l'eredità del Battaglione "Lacerenza", un'unità dell'esercito meridionale. Negli anni dei moti risorgimentali, parti da Barletta, il Patriota Raffaele Lacerenza al comando di un gruppo di volontari che si unì ai mille di Garibaldi sbarcati in Sicilia, inquadrati in battaglione che assunse il nome del patriota su espressa richiesta degli stessi volontari. Essi furono inquadrati nella prima compagnia, comandata da Nino Bixio e si distinsero in combattimento per eroicità e coraggio. Successivamente, Barletta fu prescelta come sede di reclutamento di uomini per la Terza guerra di indipendenza italiana del 1866. In occasione della costituzione della Brigata incorporata nel Regio esercito, Menotti Garibaldi, colonnello del Corpo Volontari Italiani e comandante del IX Reggimento volontari, giunse alla stazione ferroviaria, accolto da una folla festante e dagli stessi garibaldini. La Brigata fu sciolta nel 1877.
§Prima guerra mondiale.
La Brigata Barletta fu ricostituita alla vigilia della prima guerra mondiale con i Reggimenti dipendenti 137° 138° e fu impiegata dal 1915 al 1918 in varie battaglie.
Fonte Wikipedia

Barletta commemora la Grande Guerra: il programma degli eventi

100 anni dopo, verrà scoperta anche una targa commemorativa




Cento anni dopo, Barletta commemora la Grande Guerra nello spirito di pace e democrazia proprio del patrimonio ideale del percorso storico che ha infine condotto all'unità e alla liberazione nazionale. Il via agli eventi rievocativi sarà dato domenica 24 maggio, sulle note dell'inno nazionale eseguito dagli alunni della scuola media "Ettore Fieramosca", alle ore 19.30, quando il tricolore e la bandiera della città saliranno sui pennoni nel viale di accesso al Castello. Di qui saranno raggiunte le mura per l'illuminazione delle brecce del cannoneggiamento subito dalla città da parte della corazzata austriaca Helgoland il primo giorno della partecipazione dell'Italia a quel conflitto mondiale.

Alla solenne commemorazione della ricorrenza parteciperà, due giorni dopo, il ministro della Difesa, senatrice Roberta Pinotti, in un ideale legame di continuità con la manifestazione di apertura del centenario di domenica a Trieste con l'arrivo della staffetta "L'Esercito marciava…" che ha percorso l'intero territorio nazionale facendo tappa anche a Barletta. Nella nostra città, martedì 26 alle ore 11, il ministro Pinotti e il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, Generale Danilo Errico, renderanno omaggio ai caduti con la disposizione di una corona davanti alla lapide del Rivellino che ne ricorda il sacrificio. Poi, la commemorazione con i saluti istituzionali, tra cui quello del Presidente della Commissione Difesa del Senato, Nicola Latorre. Sarà compito del prof. Mario Spagnoletti rievocare le drammatiche pagine della partecipazione della popolazione meridionale agli eventi bellici. Il Generale Gaetano Carli, pronipote del Sergente Giuseppe Carli, prima medaglia d'oro al valor militare di quel conflitto, ricorderà lo spirito che animò l'eroico sacrificio del giovane cittadino di Barletta, testimoniato peraltro dalla sua ultima lettera alla famiglia, di cui sarà data lettura dall'attore Ermanno Rizzi. Quindi, l'intervento del ministro.

La giornata dedicata alla memoria proseguirà con l'inaugurazione della mostra "L'Italia chiamò. Barletta e la Grande Guerra", allestita nella casamatta Santa Maria del Castello. Al centro della sala sarà collocata la restaurata bandiera garibaldina del "9° Reggimento di volontari" inquadrato dal patriota Raffaele Lacerenza a Barletta, città di cui prese il nome e alla quale, a compimento dell'unità nazionale, il vessillo risorgimentale fu affidato dal colonnello Menotti Garibaldi. Sempre al centro della sala sarà esposta la lettera autografa inviata da Giuseppe Carli dal fronte alla famiglia insieme all'originale del suo foglio matricolare. Una sezione tematica della mostra riguarderà la ricostruzione della "Brigata Barletta" che raccolse lo spirito patriottico del 1866 per essere dislocato sul fronte. La successiva sezione espositiva raccoglieràdiverse testimonianze sulla città di Barletta nel periodo della guerra. L'ultima sezione conterrà documenti d'archivio sulle iniziative popolari per un monumento in onore dei caduti, innalzato nella omonima piazza, a cui il fascismo sottrasse il bronzo utilizzandolo per gli armamenti del secondo conflitto mondiale.

La solennità della giornata sarà suggellata dallo scoprimento di una targa commemorativa sugli spalti del Castello. Il segno della memoria che si consegna alle nuove generazioni è dato anche dal primo manifesto istituzionale per il centenario realizzato dagli studenti del corso grafico-pubblicitario dell'Istituto "Giuseppe Colasanto" di Andria che hanno svolto uno stage presso il Comune di Barletta. Gli eventi si concluderanno l'1 giugno nella ricorrenza della caduta sul Carso del sergente Giuseppe Carli, prima medaglia d'oro al valor militare.

Grande Guerra, dopo Trieste sarà Barletta a "Restaurare la memoria"

Il Ministro della Difesa Roberta Pinotti ricorderà anche il sergente Giuseppe Carli




Il sindaco Pasquale Cascella ha presieduto ieri mattina una riunione del Comitato per il centenario della Grande Guerra che ha conclusivamente esaminato l'articolato programma di iniziative: la prima il 24 maggio, nella ricorrenza della partecipazione dell'Italia nel conflitto e del cannoneggiamento delle mura cittadine da parte di una unità navale austriaca. Il 26 maggio, gli eventi bellici saranno commemorati con il Ministro della Difesa Roberta Pinotti. Il 1 giugno, nella ricorrenza della morte sul Carso, sarà ricordato il sergente Giuseppe Carli, prima medaglia d'oro al valor militare di questo conflitto mondiale.

Dopo Trieste, quindi, sarà la città di Barletta, nel Mezzogiorno, a richiamare alla memoria i segni della Grande Guerra, rimasti indelebili nelle brecce sulle mura del Castello, e il significato del sacrificio di tanti ragazzi, come il sergente Giuseppe Carli. Durante l'incontro è stata sottoposta all'attenzione del Comitato la bozza del concorso di idee creative "Restaurare la memoria", che punta al richiamo simbolico più che alla semplice ricostruzione del monumento originario dedicato ai Caduti in guerra nell'omonima piazza al centro della città, a cui il fascismo sottrasse il bronzo per farne monumenti per la seconda guerra mondiale. Si parte dalla considerazione che, nonostante le ricerche storiche compiute da più parti, non si è riusciti a ricomporre l'immagine d'insieme del bronzo che ricopriva la base della stele. Il bando sarà, quindi, aperto anche a progettualità innovative della continuità storica, fino al messaggio di ripudio della guerra sancito dalla Costituzione.

Il sindaco ha proposto che la procedura di valutazione dei progetti tenga conto delle regole proprie delle procedure di evidenza pubblica, ma preveda particolari modalità per una consultazione pubblica, nello spirito di partecipazione e valorizzazione della memoria che anima l'iniziativa.

"L'Esercito marciava", la staffetta del ricordo per il primo conflitto mondiale

«Commemorare e ricordare il sacrificio patito da tanti italiani»






Tra commemorazione storica e modernità, a cento anni di distanza dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale ha fatto ieri tappa a Barletta la staffetta de "L'Esercito Marciava", un'iniziativa organizzata dall'Esercito Italiano in memoria del centenario dell'entrata in guerra dell'Italia: la staffetta sta attraversando il territorio italiano fino a raggiungere Trieste il 24 maggio, data simbolica del Primo conflitto mondiale.

Con la presenza del Sindaco Pasquale Cascella, ufficiali dell'esercito Italiano, dei Carabinieri e con la collaborazione del Nucleo Protezione Civile "Associazione Nazionale Carabinieri di San Ferdinando di Puglia", l'evento si è svolto in Piazza Caduti, proprio all'ombra del monumento ai caduti in guerra, col passaggio del testimone tricolore. Un'idea, quella della staffetta, che sottolinea il legame strettissimo tra lo sport e l'ambiente militare anche con la presenza dell'atleta barlettana Veronica Inglese, campionessa di atletica e medaglia di bronzo nei 5000 m ai campionati europei in pista.

«Una iniziativa creata per commemorare e ricordare il sacrificio patito da tanti italiani durante la Prima Guerra Mondiale» ha puntualizzato il Colonnello Nicola Serio. «La tappa di Barletta è stata l'occasione - ha affermato invece il sindaco Pasquale Cascella, che con il Prefetto Clara Minerva ha salutato l'arrivo della staffetta con lo scambio del Tricolore - per richiamare alla memoria il costo che la città ha dovuto sopportare sin dal primo giorno del conflitto, con il cannoneggiamento da parte di una unità marina austriaca, e qualche giorno dopo con il sacrificio della vita del sergente Giuseppe Carli, prima medaglia d'oro al valor militare. Dopo Trieste, si tornerà a Barletta, martedì 26 maggio, per la solenne commemorazione del contributo del Mezzogiorno. Con la partecipazione del Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, sarà inaugurata la mostra 'L'Italia chiamò. Barletta e la Grande Guerra' in cui sarà esposta la bandiera garibaldina del 'Reggimento Volontari Barletta', la cui eredità patriottica fu raccolta dalla 'Brigata Barletta' nella Grande Guerra. Anche così la Città testimonia la riconoscenza che deve ai suoi figli caduti nel primo e poi nel secondo conflitto mondiale per l'affermazione dei valori di libertà, di unità e di democrazia».

Le prossime tappe dell'iniziativa in Puglia saranno a Margherita di Savoia, Trinitapoli, San Ferdinando di Puglia, proseguendo poi lungo la dorsale Adriatica in vista della riunione di tutte le staffette il 24 maggio a Trieste, dove simbolicamente avrà fine la manifestazione: uno spostamento imponente che coprirà in tutto circa 4200 chilometri sul territorio italiano.